ALLEGROTTA?
Tipsy? - Author: Jestana - PG-13- Humor/Romance - Minerva's a little tipsy and Albus decides to help her to bed- tradotto da Maria Tonks e Cuccussétte - per maggiori di 14 anni per allusioni - Romantico Umoristico - Minerva è un po' allegrotta e Albus la mette a letto - ovvio è un fatto del passato, oppure è qualcosa che non avviene nella saga 'vera' - Qua l'Originale : http://www.fanfiction.net/s/1625895/1/
Minerva McGonagall sghignazzò. Sghignazzò per davvero!
"Ti senti alle grotta, Minerva?" chiese Albus Dumbledore, meravigliato.
Lei lo fissò, ondeggiando un poco. "Sto perfettamente bene, Albusc."
Gli occhi di lui ammiccarono. "Davvero, adesso? La prendo che ti sei divertita al ballo di Natale quest'anno?"
Lei singhiozzò. "Scierto." In qualche modo era riuscia a perdere il suo contegno usuale, ed era caduta contro di lui, strascicando un altro accesso di risate.
La raddrizzò, consapevole del fatto che gli altri studenti potevano individuarli in qualsiasi momento. "Mia cara, credo che tu abbia bisogno di venire accompagnata nelle tue stanze."
Scosse la testa e i capelli presero a ciondolare dalla crocchia. "No, sto bene." Poi posò la testa sulla spalla di lui.
Le lisciò una ciocca selvaggia. "Vieni, dai, alle grotta. Dovresti ritirarti per la notte e dormirci su."
"Mmmm. Sciai di un buon odore, Albusc."
Scosse di nuovi la testa, gli occhi ammiccarono. "Grazie Min. adesso fammi accompagnarti al letto prima che uno studente ti veda."
"Cosh?" sollevò la testa e si guardò attorno cinfusa. "Dove sciono i miei occhiali?"
"Sulla tua faccia, care,"le disse paziente.
"Sciono lì?" si mosse per controllare e subito perse l'equilibrio. "Opschh" Sghignazzò di nuovo.
Lui cercò di agguantarla ma non ci riuscì ed entrambi caddero sul pavimento. "Oh peccato, Temo che non funzioni. Dovrai essere portata."
Sospirò, arrotolandosi felice nelle sue braccia. "Va bene."
Le sorrise e sollevandola, prese a portarla su per le scale. "Avrei dovuto farlo subito. Quanto mai hai bevuto?"
"Uno o quattro bicchieri di ponsce al rhum," lo informò, strofinandosi contro la sua spalla. "Era deliscioso."Le baciò la fronte. "Ho cercato di fat piazza pulita del punch di Hagrid, così ti credo sulla parola, cara."
Lei sghignazzò di nuovo. "Ancora." Sospirò allegra.
Gli occhi ammiccarono e si fermò davanti ad un quadro di Quidditch. "Ci siamo. Tartan allegretto." Il quadro porta non si aprì. "Cara, hai cambiato la parola d'ordine ?"
"Uhm…" Pensò per un momento. "Oh, scì. Vischio e neve." Il quadro si aprì. "Hai viscto?"
Lui singhiozzò. "Sì, vedo." Entrò, la porta si chiuse alle sue spalle. "Adesso ti metto a letto."
Lei gli gettò le braccia al collo. "No- oh!"
Lui sospirò. "Allegrotta, hai bisogno di dormire." Cercò di metterla sul letto, ma lei si aggrappò a lui.
"Rescti con me, allora ?" gli chiese di nuovo.
Lui si interruppe. "Minerva…"
"Per favore?" Sbatté le ciglia.
Lui era allarmato ma compiaciuto. "Minerva, stai flirtando con me?"
Lei sghignazzò. "Credo proprio di sì." Procedette ad alitargli nell'orecchio. "Buono."
Lottò con sé stesso. "Minerva, tu sei ubriaca e non sai quello che stai facendo. Ti prego, smettila."
La voice divenne all'improvviso chiara e precisa. "Al contrario, Albus, io so esattamente cosa sto facendo." Gli strizzato l'occhio.
Lui batté le palpebre in modo gufesco che le rammentò la sua forma di Animagus. "Chiedo scusa?"
Lei sghignazzò di nuovo. "Non sono ubriaca per davvero, Albus." Soffiò ancora nel suo orecchio. "Sebbene era una maniera simpatica per gettarmi tra le tue braccia."
Ammiccò. "Davvero, ora?"
Lei annuì solenne. "I tuoi occhi stanno ammiccando di nuovo, ovviamente."
Lui sorrise. "Davvero, ora ?" sedette sul letto e lei si piazzò in grembo a lui. "E perché lo farebbero?"
Lo occhieggiò cauta. "Perché stai progettando qualcosa."
Gli occhi continuarono a ammiccare. "Cosa te lo fa pensare?
"Perché ti conosco, Albus." Gli diede un bacio con lo schiocco.
Chiuse gli occhi, godendosi il bacio. Da quando ebbero interrotto il bacio, la crocchia era del tutto sfatta e i capelli adesso pendevano sulla schiena in una cascata di seta color ebano. "Quanto va bene ?"
Sollevò un sopracciglio. "Considerando da quanto siamo sposati? Molto bene?"
Fece una smorfia, adagiandola sul letto. "E' un gran bel tempo, no?"
Annuì, sorridendogli. "Sì."
Le baciò il collo. "Puoi immaginarti vita senza di noi?"
Piegò la testa di lato per dargli migliore accesso, e il fiato le si fece corto. "No, non posso, Albus. Specialmente quando lo fai."
Innocente le leccò l'incavo del collo, cavandone un gemito. "Fare cosa?"
"Sai esattamente cosa."
"Questo?" lo fece ancora, ma più a lungo, questa volta cavandole n gemito mentre si aggrappava alle sue spalle.
"Sìììììììì."
Una mano alla vita, lui usò l'altra per abbassare il colletto della sua tunica. "Ti amo, Alle grotta."
"Ti amo anche io, Albus. Nox." Lo baciò mentre le luci si spengevano.
Le lenzuola frusciarono e la voce di Albus fluttuò nell'oscurità "Sempre e per sempre."
FINE
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